Il 7 giugno 2011 si sono dati appuntaento nella Riwerva Sa Massimo gli esponenti della Commissione Europea per l'ambiente, i rappresentanti dell'ISPRA e del Parco Ticino.
La giornata è stata di grande interesse per tutti i presenti che hanno potuto constatare l'elevato grado di biodiversità del luogo e la presenza di particolari specie vegetali e animali.
Nel corso della visita, il responsabile dell'azienda Dino Massignani ha illustrato le tipologie e
modalità di coltivazione a tutela della riserva, associate alla produzione
dell'autentico riso carnaroli .
E' stata evidenziata l'importanza della biodiversità nella produzione
di un cereale sano che come conseguenza risulti ottimo da un punto vista culinario.
Il mantenimento della biodiversità nella Riserva San Massimo
attraverso azioni mirate quali la piantumazione di
alberi da frutto a bordura dei campi, non trova riscontro in alcuna altra
azienda italiana produttrice di riso .
Il rilevamento di molte rane nascoste sotto i cespugli di erba sulle ripe
dei campi dà la misura della notevole presenza di questo anfibio ormai
scomparso da qualsiasi altra realtà risicola.
Questo fatto può essere considerato come il frutto di un lavoro intenso e accurato quale il lasciare in risaia solchi molto profondi al fine di preservare una
riserva d'acqua che permetta alle specie presenti in campo di concludere il proprio ciclo
vitale.
La delegazione della Commissione Europea per l'ambiente e sostenibilità ambientale , il centro ricerche ISPRA e i rappresentanti del Parco Ticino in visita nella Riserva San Massimo
La giornata piovosa non ha facilitato lo svolgimento del programma, ma i rappresentanti della Commissione Europea, del centro ISPRA e del Parco Ticino hanno potuto egualmente constatare l'elevato grado di biodiversità del luogo, la presenza di specie vegetali soggette a vincoli
europei di protezione assoluta e le moderne modalità di gestione della Riserva San Massimo.
Nella foto sopralluogo alla grande felce soggetta a protezione assoluta
osmunda regalis